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Da sempre sede storica dell’azienda, luogo che parla di vino e vite dal 1200, l’azienda si estende su una superficie di 525 ettari, dove si coltivano vigneti di Vernaccia di San Gimignano e altre varietà a bacca bianca, oltre che Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon. La vinificazione e l’affinamento avvengono nella storica cantina, mentre l’imbottigliamento e lo stoccaggio vengono effettuati nella nuova.

Michelangelo Buonarroti, a seguito di una piacevole esperienza vissuta, canta:

“E nella nobil terra alta e turrita del bel San Gimignan facemmo gita. Lunghe e larghe le strade a quella terra, sta sovra un colle che più colli abbraccia e ha più torri altissime da terra, e un campanil ch’è forse cento braccia…Ma i terrazzani altrui sempre fan guerra con una traditoria lor Vernaccia che danno a bere a chiunque vi giunge che bacia, lecca, morde e picca e punge”.

Dante descrive la Vernaccia nel Purgatorio della Divina Commedia, al Canto XXIV:

“Questi, e mostro col dito, è Bonagiunta, Bongiunta da Lucca, e quella faccia di là da lui più che l’altra trapunta ebbe la santa chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purgasi per digiuno l’anguille di Bolsena e la Vernaccia”

La contabilità di Cusona registra:

“…per porto di venti fiaschi di Vernaccia si mandò a donare a Lorenzo de Medici, il Magnifico”

“Se quel saggio di Vernaccia che vi mandai sarà piaciuto a Nostro Signore, manderò questo resto o per le poste o per un vecturale”, scriveva Lorenzo il Magnifico all’ambasciatore fiorentino a Roma, riferendosi al Papa.

“La Vernaccia di San Gimignano era già nota alla Corte di Cosimo de Medici quale rimedio contro la sazietà di stomaco e la nausea”.

 

 
 
 
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